Turchia, un'economia galoppante

18 maggio 2012 

Grazie alle ottime performance del mercato, il Paese si colloca tra le nuove ed emergenti economie globali, rappresentando un ponte strategico verso Oriente ma mostrando segnali di modernizzazione
tipicamente occidentali.
Il 2011 è stato un anno importante per il mercato turco, con un PIL in crescita di quasi 8 punti percentuali che, in un contesto di crisi internazionale, rappresenta un valore decisamente raro.
In soli dieci anni si è passati da un'economia instabile a un sistema che fa del Paese una fra le prime cinque nuove potenze economiche emergenti. Quello che inizialmente era un trend altalenante, ha ceduto il posto a una corsa verso il podio delle neopotenze, offrendo risultati comparabili a quelli di India e Cina, grazie soprattutto all'apertura verso gli investimenti internazionali, con un ammodernamento delle reti di comunicazione, delle infrastrutture e investendo anche nei servizi- il turismo, in primis.

La plastica

Il settore plastico in Turchia, ha raggiunto standard elevati simili a quelli dei grandi Paesi industrializzati, soprattutto per ciò che riguarda i polimeri e i beni finiti. Tra l’altro proprio questi ultimi, rispondono tutti quei requisiti internazionali per l’omologazione (gli standard turchi TSE, quelli ISO e quelli UE). […]

Analizzando il consumo percentuale di materie plastiche nel Paese, noteremo come vi sia un buon equilibrio di impiego: il 27% è utilizzato nel packaging, il 14 nelle costruzioni, l’11 nel comparto tessile ed il 10% nel settore dei mobili; l’automotive ed i beni generici impiegano il 9% ed il comparto elettronico il 7% della produzione totale. La restante quota del 13% è utilizzata cumulativamente in altri settori. (Per l’articolo completo si veda il file.pdf)


Plastix, Marianna Capasso
maggio 2012

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